Caterina Arcuri. Lapsus Temporis

CEILINGS. MUSEI IN RETE

a cura di Simona Caramia

Caterina Arcuri. Lapsus Temporis

Museo Archeologico Nazionale di Vibo Valentia

27 marzo 2018

Per il Museo Archeologico Nazionale di Vibo Valentia, Caterina Arcuri ha realizzato Lapsus Temporis. L’intervento dell’artista si pone in relazione con lo spazio architettonico e con i reperti del museo, in particolare con la laminetta orfica. L’intervento affronta il tema del viaggio, dell’attraversamento, indagato come condizione esistenziale di continua ricerca, di incontro senza fine, evocato nelle molteplici implicazioni soggettive e universali. Il viaggio di Arcuri ammalia, conducendo lontano dai confini del corpo, dai limiti del pensiero e della conoscenza, lontano da tutto ciò che è “approdo sicuro”. Lapsus Temporis consta nell’installazione di un gruppo di foglie, o barche, che trasportate dolcemente dalla corrente, percorrono distanze potenzialmente infinite, andando verso un oltre imperscrutabile. L’opera è emblema di un viaggio composto, rigoroso – il rigore caratterizza tutta la ricerca di Arcuri -, compiuto nel tempo e al di fuori di esso, giacché l’esito del viaggio sfugge, come dato certo ed oggettivo, alla vista dell’osservatore; né tanto meno si pone come prerogativa prima dell’artista. Metafora dell’attraversamento che non si cura della mèta ultima, Lapsus Temporis traccia un viaggio poetico capace di suggestioni profonde, di evocare immagini forti, dense di pathos. Sospese, cullate, sostenute da un mare invisibile, ma al contempo presente nell’immaginazione di chi guarda, queste barche procedono silenziose solenni; senza indugiare affrontano il loro percorso. L’artista non abbandona mai la vocazione mitopoietica, che propria della cultura mediterranea di cui il suo lavoro è imbevuto e del quale vi sono evidenti rimandi in tutti i suoi cicli di opere, così le superfici lisce e bianche diventano apertura, possibilità-capacità di riflessione, che conduce all’attraversamento. Le sue superfici sono membrane sottili che protendono verso quest’oltre imperscrutabile. L’arte di Arcuri innesca un dispositivo di appropriazione graduale del sapere, per il quale si compie l’esperienza immersiva – della conoscenza – nel mare dell’essere.

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