L’attitudine non si impara

29 maggio 2020

Il racconto di Nina, una ragazzina dodicenne che segregata in casa dalla quarantena vuole raccontare il suo desiderio di fuga.
Per farlo usa degli strumenti che negli anni le sono diventati piano piano familiari: quelli del linguaggio audiovisivo e della filosofia Do It Yourself.
Così, scrive una sceneggiatura, decide la regia, le riprese, riveste il ruolo di attrice protagonista, sceglie e compone la musica ed infine dirige il montaggio.

 

 

Alcuni momenti dell’incontro:

Come è nata l’idea?

  • Il desiderio c’era da molto e c’erano stati pure dei tentativi. La quarantena è stata l’occasione giusta, ha fornito il  tempo per realizzarlo
  • Desideravo poter realizzare un piccolo film, avevo provato con i miei amici. Non era venuto benissimo ma mi aveva aiutato a individuare alcuni errori:
    • esempi: improvvisavamo troppo, non c’era niente di scritto
  • La passione per l’improvvisazione e l’interpretazione però ce l’ho fin da piccola, con mia nonna giocavo sempre a recitare: lei mi diceva cosa dovevo interpretare e io lo facevo.
  • Inoltre, da piccola, mi è capitato di seguire mio nonno e mia madre mentre facevano le riprese e interviste per i documentari, loro ovviamente lo facevano con attrezzatura professionale, che in casa non avevo, per cui, per il mio progetto mi sono dovuta arrangiare.

 

Raccontaci un po’ le fasi del tuo progetto

   Primo step: l’idea

  • Il soggetto mi toccava da vicino e mi riguardava, per questo è stato facile idearlo e scriverlo
  • Inoltre c’erano molto video ironici che giravano su internet in quel periodo
  • Ma in realtà non avevamo un finale, lo abbiamo deciso in corso d’opera

  La sceneggiatura:

  • Scrittura delle scene numerandole: testo, luogo, oggetti. Le battute erano scritte in breve, c’è stata improvvisazione.
  • Ogni scena per noi era autoconclusiva, ovvero aveva un inizio e una fine, così era più semplice collegarle e montarle.
  • Abbiamo dovuto trovare una soluzione per collegarle tutte (nello spazio ristretto della casa) ovvero una scena di collegamento (quella in cameretta).
  • Ogni scena aveva bisogno di scenografia, materiali di scena, repertorio esterno (archivio esterno) che abbiamo annotato per poter avere tutto a disposizione ogni volta che giravamo

Produzione: le riprese

  • Aver scritto le scene nel dettaglio ci ha permesso di girarle non consecutivamente
  • Abbiamo girato con un solo cellulare, il che ha significato a volte riprendere la stessa scena da diverse inquadrature, con “ciack” successivi
  • – abbiamo quindi fatto una sorta di “edizione” : per esempio crocette per terra per sapere dove dovevo ricominciare la scena ogni volta.

La Post produzione

  • In fase di acquisizione, subito dopo le riprese, abbiamo scelto le scene buone e le abbiamo separate dalle altre
  • Nina più che montare, ha dato indicazioni su come avrebbe voluto le scene, più un ruolo di regia
  • Sivia non è una montatrice, ha solo passato molte molte ore accanto ai montatori.

Quali Attrezzature hai utilizzato?

  • I genitori sono stati “una componente importante dell’attrezzatura”, ho delegato a loro alcune mansioni (la ripresa video, l’operatività del montaggio, etc)
  • Abbiamo girato con ciò che avevamo in casa, e la scelta è ricaduta su un normale smartphone, un Huawei P30, senza altri accessori.
  • Abbiamo usato un Software di Montaggio Video Open Source: kdenlive.  Scaricabile gratuitamente da internet.
    • alla fine il montaggio video è solo un linguaggio, capito quello, il software non è un problema, si impara. Passare da un software di montaggio all’altro alla fine è semplice, sia esso Kdenlive, Premiere, Avid, Da Vinci, o altro.
  • Per il montaggio, da un punto di vista hardware, abbiamo montato con un computer HP, comprato usato 7 anni fa, con sistema operativo Linux Ubuntu. Anche qui a dimostrazione che si possono fare buone cose anche con hardware datato, usando gli strumenti giusti
  • Per trasferire il videom fatto con lo smartphone, sul computer, abbiamo usato l’applicazione Airdroid  (che permette la condivisione di file attraverso la rete locale)

Che ci dici della Musica?:

  • La musica è stata decisa dopo aver effettuato il girato, non avevamo idee precise prima, scena per scena, abbiamo deciso cosa mettere.
  • Alcuni brani sono stati scaricati da Internet (più precisamente da Youtube), così come il repertorio video, in parte suonata da Nina al pianoforte

Raccontaci qualche Curiosità:

  • La scena che abbiamo girato più volte è quella dove Nina scappa dalla finestra. Lo spazio era poco,  è stata una delle prime scene. Problema non indifferente le persone del palazzo di fronte che vedevano una bambina uscire da una finestra.
  • Mentre la mamma montava, ogni volta che sentivo la riproduzione del video con la frase “nina che fai?” (una scena sul terrazzo), io facevo un salto, l’audio era così realistico che mi sembrava un monito reale. Appena ha finito di montare quella scena, le cose non sono migliorate, perché ha cominciato a montare quella in cui papà diceva : “Nina è pronto da mangiare…” e di nuovo saltavo dalla sedia perché credevo mi chiamassero.

Due riflessioni sul tuo lavoro?

  • Sicuramente ho capito che scrivere la sceneggiatura è noioso e faticoso
  • La quarantena è stata un’occasione per avere tempo fare tutto

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